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IL LINGUAGGIO GIOVANE: DEGRADO O PROGRESSO? |
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Questo voleva essere uno dei primi «temi di discussione». Poi, in due battute, è invecchiato improvvisamente. Nella sezione «messaggi» una mamma ha proposto di scrivere bene senza usare abbreviazioni, elisioni, concisioni, compressioni, neologismi. Noi le abbiamo dato appoggio. Una sveglia fanciulla ha replicato con simpatia in italiano (quasi) corretto, sottolineando allegramente che ne era capace. Ed è finita lì. Vero è che alcuni messaggi contengono vere e proprie involontarie sgrammaticature da fucilazione (come «a lasciato» senza H, «lo sà» con l'accento, «inanzitutto» con una N in meno e poco altro), Ho conosciuto il linguaggio Basic negli anni '80, poi l'Assembler, Insegno una materia che da cinquecento anni ha imparato a racchiudere in pochi segni scritti su poche linee Ciascuno di questi codici porta con sé logiche finalizzate all'uso per cui sono state create, e, seppure non possano sostituire una lingua completa, sono efficacissimi nella loro specializzazione, Forse per questo riesco a vedere una forma di progresso In un mondo dove le parole sovrabbondano e corrono veloci In fondo i loro modelli siamo noi: siamo la generazione degli Non contenti, molti di noi si stanno già allenando a flettere indici e medi di entrambe le mani perché, perso ogni senso del ridicolo, Siamo sicuri che abbiamo titolo per criticare i ragazzi? Secondo me abbiamo solo il dovere di guidarli a riscoprire le bellezze dell'espressività linguistica che molti di noi, mentre erano impegnati a «portare avanti, cioè, un certo tipo di discorso» si sono dimenticati di imparare, e il modo peggiore per riuscirvi è quello di giudicarli, disprezzarli e sentirsi migliori di loro. La generazione che oggi siede dietro i banchi mi piace molto più di quella che siede dietro le cattedre, ma questa è solo una mia opinione personale. Qui sotto c'è spazio per la vostra, se volete ... |
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